Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato

Dal 5 Febbraio al 31 Marzo 2019

Presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea la mostra, a cura di Giacomo Daniela Gragapane.

Al giorno d’oggi, con tutti gli strumenti tecnologici a disposizione, la fotografia e l’atto del fotografare appaiono come elementi banali di cui tutti sembrano possederne la competenza. Quando poi si entra in contatto con chi nello strumento che ferma eternamente le immagini, riesce a trovare un rapporto intimo e trascendente, ci si rende conto di cosa significhi fermare l’attimo, immortalare un respiro o raccontare una storia. Si riesce finalmente a percepire chi sa generare arte attraverso un gesto che per tutti noi è diventato quotidiano.

Chi è Marina Malabotti

 

La mostra dedicata a Marina Malabotti ci rivela la sua arte. Fotografa-antropologa, scomparsa prematuramente nel 1988 all’età di 41 anni, inizia a lavorare come grafica e designer. Passa poi alla fotografia alla fine degli anni sessanta. Sposata nel 1972 con l’antropologo Francesco Faeta inizia a seguirlo nelle sue campagne di ricerca collaborando anche con il Collettivo Immagine e Controinformazione, in stretto contatto con la Bottega dell’immagine (Gruppo di ricercatori visuali frequentato tra gli altri da Piero Berengo Gardin e Franco Pinna). Le sue inchieste fotografiche si svolgono preferibilmente nell’area del sud d’Italia, a volte in gruppo o anche da sola:

tra il 1970 e 1976 tratta il tema delle feste popolari e della Settimana Santa in Campania, Calabria e Sicilia. In Calabria ancora effettua dei reportage sulla comunità di Melissa, sui riti funebri nell’area centrale della regione, sul paesaggio e le architetture popolari, e la condizione femminile e infantile; tutti realizzati tra la metà degli 70 e la metà degli anni 80. Collabora con Università e centri di ricerca, le sue fotografie vengono pubblicate in riviste specializzate e nei quotidiani nazionali, divenendo un riferimento importante per la sua capacità evocativa determinata anche da una sua ricerca di sperimentazione estetica.

La Mostra

Due sezioni ricchissime contenenti 170 scatti. Una sintesi esaustiva della sua sterminata attività con lavori che hanno visto una conclusione accanto ad altri rimasti incompiuti. Una sezione è intitolata Indagini sul terreno: tra documentazione e sperimentazione (1970-1984), e raccoglie le immagini relative alle numerose campagne di ricerca etnografica effettuate, nella maggior parte dei casi, in collaborazione coi dipartimenti di Antropologia dell’Università della Calabria e dell’Università di Messina.

Nel soffermarsi sui “racconti” della fotografa-antropologa si avverte una carica vitale che fa quasi arrivare le voci dal passato. Il bianco e nero passa su tutto; volti di passione, destini ineluttabili, edifici cadenti e stanchi, occhi intensi, la vita, e la morte. Si spiega l’arte di fermare l’attimo che fugge colto dall’indagatore della natura umana.

L’altra sezione è dedicata alle fotografie realizzate nel 1981 all’interno degli spazi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea; Un anno in Galleria: etnografia di uno spazio artistico (1981) con le quali indaga lo spazio artistico. Nel 1980 la Galleria aveva ospitato la mostra Imago Mortis. Simboli e rituali della morte nella cultura popolare dell’Italia meridionale, frutto del lavoro svolto dalla Malabotti, in collaborazione con Faeta, sui riti e i simboli della morte. Con il sostegno di Giorgio de Marchis, allora soprintendente della Galleria, nasce il progetto, purtroppo rimasto incompiuto. La fotografa produce immagini di volti e di azioni colti nel loro rapporto con il museo; artisti, critici, tecnici, curatori della comunicazione, visitatori. Tutti presi nell’interazione con l’altro e con le opere artistiche. C’è un approccio psicologico che fiuta la conoscenza e la cultura, finalità e ruolo di un ambiente come la Galleria.

Una mostra che segna in qualche modo il ritorno di Marina Malabotti nella “sua” Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, quasi a completare il progetto che in vita non ha potuto completare. E anche questo aggiunge emozione all’opera dell’emozionante fotografa.

Info, Costi e Orario

Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato

Dal 5 Febbraio al 31 Marzo 2019

Presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Via delle Belle Arti 131

Orario: Martedì – Domenica: h 8.30 – h 19.30, Lunedì chiuso, ultimo ingresso h 18.45

Biglietto Intero 10€; ridotto 5€

Tel: 060608

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