L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia

Alcuni beni recuperati dai Carabinieri Tutela Patrimonio

 

Dal 5 Maggio al 14 Luglio 2019 presso il Palazzo del Quirinale sale della Palazzina Gregoriana

Per celebrare il 50° anniversario della nascita del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale – TPC, una mostra sorprendente su un ambito che riguarda le nostre forze di sicurezza poco conosciuto, ma di inestimabile valore culturale e sociale. Ideata e progettata da Michelangelo Lupo e curata da Francesco Buranelli, l’esposizione è un omaggio al grande lavoro di una delle più nobili istituzioni dello Stato, e alla importantissima azione di recupero di opere artistiche di inestimabile valore.

Storia

Il 3 maggio del 1969, caldeggiata dall’allora Capo di stato maggiore Arnaldo Ferrara, nasce il il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio. Con la sua infinita ricchezza artistica l’Italia non poteva che essere la prima Nazione al mondo a dotarsi di un organismo di polizia specializzato nello specifico settore. Un anno dopo dalla Conferenza Generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO), partirà l’indicazione agli Stati aderenti di adottare misure che impediscano l’acquisizione di beni illecitamente esportati e favorire il recupero di quelli trafugati.

Chi ha visto il film Monument’s men, sarà rimasto affascinato dalla storia del gruppo di militari esperti d’arte che vanno alla ricerca delle opere trafugate dai nazisti per recuperarle ai luoghi d’appartenenza.

Quando parliamo di tutela del patrimonio culturale parliamo di uomini deputati alla difesa e alla salvezza del bello come ricchezza storica, culturale e spirituale di uno stato, e di tutta l’importanza vitale che ne consegue.

In questi cinquant’anni di vita il Comando ha recuperato più di ottocentomila beni, più di un milione di reperti archeologici, ha sequestrato all’incirca un milione di opere false e recuperato oltre sedicimila reperti rubati in Italia e restituiti dall’estero. Un lavoro enorme che la mostra ci spiega con le molte opere presenti.

Le opere

La mostra conta un centinaio di opere, ed è suddivisa in diverse sezioni espositive, che raccontano le storie dei vari recuperi avvenuti nelle più disparate zone del mondo.

Si parte con i “Frammenti di storia d’Italia”, dove l’importanza storica delle opere esposte, anche in frammenti, sintetizza i diversi pezzi della nostra storia dell’arte uniti nell’opera di protezione dell’arma. Ci sono le opere simboliche dell’azione di salvaguardia: il dittico dell’Annunciazione (prima opera recuperata nel 1970), la Triade Capitolina, il vasellame ellenistico in argento proveniente da Morgantina, sono esempi di straordinaria bellezza.

Si arriva poi a tre diversi esempi di ricontestualizzazioni di opere recuperate, che evidenziano la cura e il percorso completo di ripristino con il territorio e la cultura che l’hanno prodotte. L’excursus storico che parte dalle antiche popolazioni del territorio italiano, al Rinascimento, fino alle emergenze sismiche degli ultimi tempi. Attraverso le tre sale che vedono la presenza dell’opera artistica di Euphronius, uno dei più celebri pittori greci del V sec. A.C., Le Madonne con Bambino di Piero della Francesca, Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Antoniazzo Romano, e le opere del Tiepolo, l’ospite rimane affascinato da un viaggio del tempo che sintetizza magicamente secoli e secoli di storia dell’umanità creativa.

Chiudono la mostra i “Grandi assenti”, cioè tutti quei capolavori ancora oggetto di indagine di ricerca come la Natività di Caravaggio dell’Oratorio di San Lorenzo a Palermo, la Madonna dell’Orto di Bellini a Venezia, il Bambinello dell’Ara Coeli di Roma o l’Atleta di Fano di Lisippo, che ancora non trovano la strada del ritorno.

 

Info, Orari e Costi

L’arte di salvare l’arte. Frammenti di storia d’Italia

Dal 5 Maggio al 14 Luglio 2019

Palazzo del Quirinale altezza via della Consulta, sale della Palazzina Gregoriana

Orario: Martedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica,h 10-16 (ultimo ingresso h 15) chiuso Lunedì e Giovedì, la mostra sarà chiusa anche dal 31-5-2019 al 2-6-2019

Costo: lingresso è gratuito, si paga solo 1,5 euro per la prenotazione che è obbligatoria.

Si può fare online (https://visite.quirinale.it/QTicket/#/MOST/it),

oppure al Call center, tel. 06 39.96.75.57 (lunedì-domenica h 9 – 19),

o all’INFOPOINT, Centro informazioni e prenotazioni ( Salita di Montecavallo, 15 – Roma), il martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica h 9 – 17.

Le visite prenotate potrebbero subire variazioni in occasione di impegni istituzionali. In tal caso sarà possibile effettuare la visita in altra data oppure ottenere il rimborso di quanto versato. L’accesso alla mostra non comprende la visita al Palazzo del Quirinale.

Info: Tel. 06 46991