Jim Dine

Jim Dine

 

Dall’ 11 Febbraio al 2 Giugno 2020 presso il Palazzo delle Esposizioni l’omaggio di Roma a Jim Dine. Uno dei maggiori esempi dell’arte americana in una mostra antologica curata da Daniela Lancioni in stretta collaborazione con lo stesso artista.

Jim Dine

Pittore e scultore di fama internazionale, da sempre è un artista di difficile collocazione stilistica, poiché, come pochi altri, non ha mai cercato un ambito preciso nelle varie categorie della critica o del mercato dell’arte, in nome della sua libertà completa di espressione.  Nato nel 1935 a Cincinnati alla fine degli anni 50 si trasferisce a New York dove diventa da subito un protagonista dello spirito del tempo. Contribuisce insieme ad altri artisti, come Claes Oldemburg e Allan Kaprow, alla nascita del genere cosiddetto “happening”, che seppur traendo ispirazione dalle avanguardie futuriste e dada del primo novecento ne delinea i tratti distintivi originali dell’ambito americano, in stretto contatto con il movimento Pop che in quel periodo andava definendosi come principale espressione artistica. Fin dall’inizio del suo percorso Dine dimostra la sua indipendenza da facili cliché, infatti dalle sue opere risulta più attento alle immagini strettamente personali che in quelle dell’“american life”.

Così appaiono gli indumenti, cravatte, scarpe, bretelle o martelli, vanghe, seghe, costruendo un lessico ricco di significati autobiografici, definiti, da importanti critici, come veri e propri autoritratti. Dal 1964, anno in cui è tra gli artisti invitati alla Biennale di Venezia nella mostra del Padiglione americano, in cui ci fu l’affermazione definitiva della Pop Art, Jim Dine espone in tutto il mondo: nel 1970 il Whitney Museum di New York ordina la sua prima grande retrospettiva, nel 1999 è al Solomon R. Guggenheim di New York, nel 2004 alla National Gallery of Art di Washington, nel 2016 all’Albertina di Vienna, nel 2018 al Centre George Pompidou di Parigi, solo per citarne alcune più prestigiose e recenti. E ora Roma per questa antologica di grandissimo valore, a conferma dell’importante traccia artistica che ha segnato l’opera di Jim Dine.

La Mostra  

Una vera e propria celebrazione dell’intera carriera artistica di Jim Dine, oltre 60 tra dipinti e sculture dagli esordi della fine degli anni 50 ai nostri giorni. Il percorso espositivo, rigorosamente cronologico, raccoglie tutte opere provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e internazionali.

Già all’inizio la sua biografia, arricchita da una serie di documenti, introduce in maniera puntuale la figura esemplare d’artista autonomo e assolutamente libero.

Si parte con dei piccoli dipinti su tela in cui in cui una testa isolata dal corpo sembra reclamare un’attenzione forse messa in discussione, per proseguire poi con lo spazio molto appassionante dedicato agli “happening”. Le immagini, frutto di una laboriosa ricerca, ad opera dei maggiori fotografi degli anni cinquanta e sessanta della scena di New York, sono accompagnate da un commento registrato dello stesso Jim Dine, che rende ancora più suggestive le esperienze artistiche descritte.

Si entra poi in contatto diretto con i temi più noti della sua produzione artistica, infatti l’ampio spazio riservato ai dipinti dei primi anni sessanta raccoglie le opere in cui la presenza degli oggetti comuni, gli strumenti di lavoro, gli indumenti, si rivelano nella loro dignità artistica. Qui si potranno ammirare, tra gli altri, capolavori come Window with an Axe, del 1961, Four Rooms, del 1962, e Two Palettes in Black with Stovepipe, del 1963.

Proseguendo con le interessanti sculture in alluminio, è la volta poi dei famosi “Cuori” di Jim Dine del periodo 1970/71, tra i quali troviamo Straw Heart, il grande cuore di paglia caldo adagiato e gentile. Verso la fine le Veneri evocative, ispirate alla Venere di Milo oggetto di profonda indagine nel periodo fine anni settanta. Opere che si caricano di un significato intenso e profondamente personale per l’artista: Fu mia madre a descrivermi la Venere di Milo. Mi disse che era la scultura più famosa del mondo……l’ho vista al Louvre quando ormai ero adulto. Ero emozionato, eccitato. Per me il simbolo della cultura mondiale, è la musa”.

In conclusione, dopo una selezione di altre opere più recenti, le impressionanti statue lignee di Pinocchio, realizzate a partire dai primi anni duemila, che celebrano il fascino esercitato dalla “creatura” di Collodi su Dine, come lui stesso afferma: “Ho visto il film di Walt Disney quando avevo sei anni e mi spaventò ……….. poi ho letto il libro di Collodi che è di gran lunga una storia più orribile e spaventosa, e ho pensato che era davvero profondo, una metafora di fare arte”.

Questa mostra è un viaggio nelle viscere di un artista sempre originale e sorprendente, in cui le vicende biografiche sono il filo conduttore di tutta la sua opera che risultano, alla fine di tutte le emozioni provocate, uno stimolo a riflettere su noi stessi.

Info, Orari, e Costi

Jim Dine

Dall’ 11 Febbraio al 2 Giugno 2020, Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale 194

Orario: Domenica, Martedì, Mercoledì e Giovedì h 10-20, Venerdì e Sabato h 10-22.30, Lunedì chiuso

Biglietto: Intero € 12.50, Ridotto € 10

Dal martedì al venerdì, biglietto dalle h 18 fino alla chiusura € 6.00
Ragazzi dai 7 ai 18 anni € 6, Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni
Biglietto Open € 16,00

Info: Tel. +39 06 39967500